Web 2.0: una difficile definizione

Cosa è il Web 2.0? Non esiste una definizione precisa, o meglio ne esistono molte e diverse sono anche le interpretazioni su quello che sta avvenendo, ormai da alcuni anni, nella rete. Alcuni osservatori ritengono il Web 2.0 una innovazione, altri una normale evoluzione del web.

Ma ci sono anche voci contrarie e nettamente critiche: Russel Shaw, ad esempio, sostiene che “…Web 2.0 does not exist. First of all, Web 2.0 is a marketing slogan.” (http://blogs.zdnet.com/ip-telephony/?p=805 )

Il termine Web 2.0, come noto, è stato coniato durante una conferenza tenutasi presso O’Reilly Media dove il vicepresidente Tim O’Reilly analizzava la progressiva importanza che il web stava assumendo nella vita delle persone (nel lavoro e nella vita privata) . La rete stava attraversando un periodo di rinnovamento e di crescita che non poteva essere ignorato.

Quindi indipendentemente dalle definizioni, sempre difficili da dare e mai esaustive, quello che interessa è sottolineare gli elementi di continuità, di innovazione e (talvolta) di rottura con il cosiddetto (retroattivamente) Web 1.0.

Il Web 2.0 è una tendenza ancora in atto: difficile definirne i confini e determinare le linee di sviluppo. Certo è che tutto quello che sta accadendo non può essere ignorato.

Uno degli aspetti che preferiamo e su cui molto si discute è quello che pone l’accento sugli aspetti di connessione e di interazione fra gli utenti:  la rete come sviluppo di comunità, di spazio sociale, di scambio reciproco. In altre parole il social network.

Tim O’ Reilly, da parte sua, ne ha dato una concisa definizione:

Web 2.0 is the network as platform, spanning all connected devices; Web 2.0 applications are those that make the most of the intrinsic advantages of that platform: delivering software as a continually-updated service that gets better the more people use it, consuming and remixing data from multiple sources, including individual users, while providing their own data and services in a form that allows remixing by others, creating network effects through an “architecture of participation,” and going beyond the page metaphor of Web 1.0 to deliver rich user experiences.

[http://radar.oreilly.com/archives/2005/10/web-20-compact-definition.html ]

I punti fondamentali di questa evoluzione risultano essere la centralità dell’utente (partecipazione attiva e creazione di contenuti) la continua trasformazione dei dati (remixability). A questo si deve aggiungere un significativo cambiamento nel web design centrato sulle esigenze dell’utente e l’utilizzo di tecnologie (CSS, AJAX) che aumentano l’usabilità.

Tutto ciò sta avendo un impatto imponente sui modelli di comunicazione e di utilizzo della rete: per i giovani che imparano ad utilizzare Internet in questo contesto il rapporto con la rete è completamente diverso. Non è una realtà “altra”, una realtà simulata, ma è soprattutto una esperienza conoscitiva, di incontro con l’altro/altra. Il web può diventare uno spazio per una nuova e più feconda socialità. Questo passaggio è reso possibile dalla nascita di nuove comunità e di nuove relazioni.

Basti pensare alla diffusione di nuove piattaforme che tanto successo incontrano soprattutto fra i giovani, piattaforme che hanno mutato lo spazio della rete: YouTube, Ebay, Facebook, Myspace, Flikr, il fenomeno del social-bookmarking e ancor di più quello dei blog solo per citarne alcune.

In questi ultimi anni e grazie a queste piattaforme con i loro servizi collegati si è modificato il senso tradizionale di navigazione: non più e non solo ricerca di contenuti nella rete, ma anche produzione di contenuti, continuo aggiornamento e scambio fra gli utenti.

Cambiando le modalità dell’uso della rete si modificano anche quelle dell’accesso all’informazione.

L’utente non è più solo e soltanto consumatore ma anche allo stesso tempo produttore di contenuti: cambiano (o possono cambiare) le regole dei modelli di comunicazione.

Il progressivo utilizzo del web, la sua diffusione, la semplicità dell’utilizzo, l’interfaccia amichevole rendono sempre più accessibile a tutti la partecipazione. Se le tendenze in atto porteranno veramente a spezzare il sistema gerarchico della comunicazione non è ancora sicuro, ma quello che già il web denuncia ora è la voglia di condividere e di partecipare il più possibile.

Una delle caratteristiche principali che segnano il passaggio dal web 1.0 al web 2.0 secondo Tim O’Reilly è il web inteso come piattaforma (Web 2.0 is the network as platform): le applicazioni, i software nascono per la rete, mettono a disposizione nuovi servizi e  permettono quindi un uso diverso della rete: non solo usarla ma farla.

I siti di maggior successo si stanno sviluppando proprio su questi principi e caratteristiche.

Basti pensare a Wikypedia alla cui base c’è una applicazione che permette a ciascuno, e quindi potenzialmente a tutti, di non solo cercare informazioni, ma di aggiungere contenuti e di modificare quelli scritti da altri utilizzatori.

Oggi “Wikipedia è uno dei dieci siti più visitati al mondo,<sup> </sup>ricevendo circa 60 milioni di accessi al giorno. La caratteristica primaria di Wikipedia è il fatto che dà la possibilità a chiunque di collaborare, utilizzando un sistema di modifica e pubblicazione aperto“.[http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia] [3]

Tutto ciò porta ad un libero ed accessibile sapere collettivo.

Ciò che determina oggi la diffusione e il successo dei siti web è l’architettura della partecipazione, l’user-generated content (contenuto creato dall’utente stesso sia che si tratti di informazioni, video o foto) e la remixability, ovvero la possibilità di utilizzare le informazioni per elaborarle, modificarle, riutilizzarle in altri contesti.

Per concludere riportiamo la mappa mentale che Markus Angermeier ha sviluppato per rendere più chiari i concetti che stanno dietro alla definizione di Web 2.0.

[http://kosmar.de/archives/2005/11/11/the-huge-cloud-lens-bubble-map-web20/ ]

Mappa web 2.0

Altre letture

Tim O’Reilly, What Is Web 2.0
Design Patterns and Business Models for the Next Generation of Software
http://www.oreillynet.com/pub/a/oreilly/tim/news/2005/09/30/what-is-web-20.html?page=1

Versione in italiano
http://www.xyz.reply.it/web20/

Web 2.0 da Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0

Federico Moro, Web 2.0: innovazione applicata ai sistemi di rete
http://www.openarea.net/Web2.0.pdf

Daniele Simonin, Web 2.0
http://projects.melodycode.com/Web20/

Tesi sul web 2.0, alcune consultabili in rete: si segnala il sito
http://www.fucinaweb.com/fw/le-tesi-sul-web-20/

Speciale Web 2.0 Issue del Guardian Unlimited (novembre 2006)  con interviste ai principali esponenentihttp://www.guardian.co.uk/weekend/page/0,,1939196,00.html

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